Seleziona la tua lingua

Cerca

Lettera pastorale per la solennità della nascita del Signore

nostro Gesù Cristo, anno della salvezza 2019

Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace sulla terra negli uomini della Benevolenza

 

† SILUAN

Per grazia di Dio, Vescovo della Eletta da Dio Diocesi Ortodossa Romena d'Italia,

Piissimo Ordine Monastico,

Reverendissimo Clero e Ortodossi della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

 

Grazia, pace e gioia, dal Filantropo Signore, e paterna benedizione da noi.

 

Nel cammino di questa vita e gli sconvolgimenti del mondo in cui viviamo, si ode ancora una volta il dolce suono della Chiesa che annuncia, a tutti, dicendo:

Cristo è nato!

 

Il troparion della prefesta della Nascita del Signore ci sprona con queste parole:

Preparati, Betlemme – ed intero genere umano – poiché è stato aperto a tutti il paradiso! Adornati, Efrata –ed intero mondo–poiché l’albero della vita è fiorito nella grotta dalla Vergine. Poiché ancheil Paradiso dal sapiente grembo si è rivelato, in esso c’è il divino Albero, dal quale mangiando saremo vivi, e non moriremo, come Adamo. Cristo nasce per sollevare l’immagine decaduta.

Una grande gioia ci annuncia e ci porta la Solennità della Nascita del Signore! Per mezzo dell’Incarnazione del Figlio Eterno del Padre Celeste, il Paradiso scende fino a noi, da lì caduti, a causa dei nostri progenitori, Adamo ed Eva, così come cantiamo nella Nenia di natale: il Paradiso chiuso, oggi, è stato aperto nuovamente. E ancora il troparion ci istruisce: per mezzo della venuta nella carne di Dio, il Paradiso è aperto a tutti, cioè a tutto l’uomo. Beate sono le anime che si preparano a ricevere il Signore! E a riceverlo, non come nella Bethleeme di un tempo, con freddezza, in una cupa e fredda grotta, assieme alle bestie, ma con gioia e, soprattutto, con benevolenza; con il cuore puro, per vedere Dio nel pargolo fasciato e posto nella mangiatoia.

Ma il troparion ci svela ancora un mistero: l’Albero della Vita non è più custodito dall’angelo con la spada di fuoco, ma egli fiorisce dalla Santa Vergine il cui grembo è figura del Paradiso comprensibile, cioè intelligibile o percettibile (gr. νοητος = noetos). Per questa ragione i nostri canti tradizionali di natale ripetono spesso il ritornello Fiori puri/bianchi (Florile dalbe), in riferimento all’Albero della Vita, che rifiorisce ed annuncia, allo stesso tempo, il suo Frutto Datore di vita, dal quale, se ne mangeremo, non moriremo più,  come Adamo, ma saremo vivi! Ma il Frutto dell’Albero della Vita, che germoglia dalla Santissima Vergine, non è altro cheil Pane di Vita, Corpo Santo e Prezioso Sangue di Cristo Redentore.

Nel cibarsi del Santo Corpo e Prezioso Sangue di Cristo redentore, non viene in noi solo la Sua Vita, ma diveniamo parte di Lui, del Suo Corpo; viviamo in Lui ed Egli in noi. Per mezzo dell’incarnazione del Figlio di Dio dallo Spirito Santo e di Maria Vergine, l’immagine di Dio deturpata dalla caduta di Adamo si rinnova in ognuno di noi e si completa fino alla piena somiglianza con Colui che ci ha creati a Sua immagine e somiglianza.

 Tutti questi prodigi non sono „favole”, ma esse sono destinate a divenire realtà in ogni figlio dell’uomo. Ma perché ciò si realizzi, bisogna stare attenti ad alcune cose. La prima di queste è la buona volontà (benevolenza) dell’uomo. Per questo gli angeli che annunciarono la nascita del Salvatore cantavano: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra e agli uomini buona volontà. Questo cantico angelico si potrebbe cantare anche così: Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra, tra gli uomini di buona volontà. In effetti, coloro che hanno accolto il Salvatore sono stati gli stessi che hanno manifestato buona volontà verso l’annunciazione degli angeli e dei profeti. Essi diventano così uomini della buona-volontà, della Benevolenza di Dio, il cui volto è Gesù Cristo stesso.

È bene fare attenzione, poi, in chi poniamo la nostra speranza nel camino della vita. Ed è bene volgere l’attenzione, qui, ad Enos, il figlio di Seth e il nipote di Adamo, che ha cominciato a sperare nel chiamare il Nome del Signore Dio (cf. Gn 4, 24). L’esperienza degli ultimi decenni ci rivela con chiarezza che la nostra speranza si è rivolta più verso gli uomini che verso Dio, e la conseguenza è visibile e concreta... Quando la speranza è rivolta verso Dio, qualunque siano le prove che ci mette davanti il Signore, siamo persuasi che Dio ècon noi – tutti giorni – e nessuno contro di noi. E l’Apostolo ci rassicura con queste parole: la speranza non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori, per mezzo dello Spirito Santo, che ci è stato dato (Rm. 5, 5).

Un altro aspetto da tenere in considerazione, per rendere presente in noi e nella nostra vita l’opera di Dio, è la fiducia nella Parola di Dio e dei Suoi messaggeri, gli Angeli, così come di tutti coloro che nella fede hanno trovato il loro compimento: Progenitori, Padri, Patriarchi, Profeti, Apostoli, Predicatori, Evangelizzatori, Martiri, Testimoni, i Asceti e di tutti coloro che nei secoli sono stati graditi a Dio. Innanzi a tutti la Santissima, Purissima, Benedettissima, la Gloriosa nostra Sovrana, la Deìpara e sempre Vergine Maria. Ella è diventata modello di fiducia ed obbedienza a Dio, accogliendo la Parola di Dio datagli dall’Arcangelo Gabriele, dicendo (cf. Lc. 1, 38): Ecco la serva del Signore. Si compia in me la tua parola.

La Parola del Signore è degna di attenzione, specie nel moltiplicarsi di parole che ci bombardano quotidianamente sempre più svuotate di verità... Le Mie Parole sono spirito e vita (cf. Gv 6, 63), dice il Signore. La Parola del Signore è cibo, poiché Non di solo di pane vivrà l'uomo,
ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio
(cf. Mt. 4, 4). La Parola dei Signore è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l'anima dallo spirito, le giunture dalla midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore (Ebrei 4, 12), per questo essa è anche chiamatala spada dello Spirito (cf. Ef 6, 17).

Desideriamo, perciò, rallegrarci del rinnovamento della vita che ci viene donato per mezzo della venuta nel mondo del nuovo Adamo? Allora rispondiamo con buona volontà alla Sua Benevolenza, poniamo la nostra speranza inLui ed abbiamo fiducia nella Sua parola, accogliendola sempre con cuore aperto.

Genitori, desiderate avere figli buoni ed obbedienti, che vi onorino e apprezzino il sacrificio che fate per loro? Allora, santificate i vostri pensieri e la vostra vita e pregate di più per i vostri figli, affidandoli alla protezione della Madre del Signore, alla santa o al santo di cui porta il nome e all’angelo custode che essi hanno ricevuto al battesimo. Abbiate cura del loro cibo spirituale almeno come avete cura del cibo corporale, e non lasciate passare la domenica senza averli portati in chiesa, per ricevere la Santa Eucarestia (Comunione). Da quando son piccoli, parlategli di più di Dio, e quando crescono, parlate di più a Dio di loro.

Sposi, desiderate avere buoni padrini? Allora non cercateli tra i benestanti, ma cercate sposi cristiani, che hanno un’esistenza buona e pura in Cristo e amano i propri figli.

Genitori, desiderate trovare dei buoni padrini per il battesimo dei vostri figli? Allora non cercate „sponsor”, ma uomini degni di essere genitori spirituali, che conoscono e vivono la fede e educano i propri figli secondo i dettami di Dio.

Sposi, desiderate la pace, la comprensione e l’amore in famiglia? Allora nutritevi quotidianamente con la Parola di Dio che è nelle Sacre Scritture, pregate gli uni per gli altri, pacificatevi e perdonatevi subito, se litigate, fate del bene al vostro prossimo e, soprattutto, non lasciate trascorrere più di tre domeniche senza confessarvi e comunicarvi con il Santo Corpo e Prezioso Sangue di Cristo, perché così, sarete uniti a Cristo ed alla Chiesa e l’uno con l’altro. Così, il vostro amore si rinnoverà sempre e si alimenterà direttamente dalla Sorgente dell’Amore: Dio.

Se noi vivremo in modo più veritiero e pienamente in Cristo, i nostri antenati, passati all’eternità, troveranno anche essi, compunzione, perdono e, soprattutto, compimento, per noi ed in noi. Poiché attraverso ognuno di noi si rinnova, riceve perdono, e compimento e redenzione o condanna – che non sia! – la nostra parentela e, in fine, l’Uomo intero, l’intero Adamo.

Facendo e vivendo così, l’incarnazione del Redentore compie il suo scopo in noi e, per mezzo nostro, nel mondo. E al Suo ritorno nella gloria, speriamo che trovi la fede sulla terra e trovi anime fedeli ed amorevoli, che gli vadano incontro e lo glorifichino.

Che la Grazia e la compassione e la filantropia di Cristo Salvatore, di cui celebriamo la natività, si riversi con abbondanza su voi tutti e su tutti i vostri, compresi tutti i nostri fratelli pellegrini in questo mondo, tutti i malati e sofferenti e tutti coloro che li servono con dedizione; tutti coloro che sono provati dal terremoto, dalle inondazioni, dal fuoco o dalle guerre; tutti coloro che sono nel lutto, vedovi ed orfani; tutti i carcerati. Tutti coloro che ci amano o ci odiano, per quanti ci fanno del bene o ci fanno del male, ed ogni uomo che cerca Dio ed brama la Sua misericordia ed il Suo amore.

La benedizione del Signore e Salvatore nostro Gesù Cristo sia con tutti voi, con la Sua grazia e la Sua Filantropia, in ogni tempo, ora e sempre e nei secoli dei secoli. Amen.

Vostro padre in Cristo, che per voi prega e desidera per voi ogni bene volto alla salvezza,

 

 

† Vescovo Siluan

della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

 

Nella splendente solennità della Nascita di Gesù Cristo nostro Redentore, dalla nostra residenza episcopale nella città di Roma, giorno 25 dicembre, anno della Redenzione 2019.