Seleziona la tua lingua

Cerca

Lettera Pastorale nella Gloriosa e Luminosa Solennità

Della Resurrezione del Signore

Anno della salvezza 2018

MISTERO DI CRISTO RISORTO – NOSTRA GUIDA

NEL BUIO DI QUESTO MONDO

† SILUAN

Per grazia di Dio, Vescovo della, da Dio Eletta, Diocesi Ortodossa Romena d'Italia,

 

Piissimo Ordine Monastico,

Reverendissimo Clero e

Ortodossi del Popolo cristiano della nostra Diocesi,

e chiunque ascolta o legge questa Lettera Pastorale

 

Grazia a voi, pace e gioia da Cristo il Risorto dai morti e da noi Apostolica benedizione, insieme all’antico saluto:

 

CRISTO E’ RISORTO!

 

Nella notte oscura di questo mondo, si intravede ancora uno spiraglio di luce, e da essa, una moltitudine di fiammelle si diffondono e si moltiplicano, facendo si che la terra divenga come il cielo, stellata. E, insieme con la luce che dissolve il buio della notte, risuona di nuovo l’annuncio: Cristo è risorto!, al quale tutto l’animo cristiano che ama Cristo risponde ad una sola voce: E’ veramente risorto!

 

Ma Cristo Signore non è risorto “per Se”, ma per noi, poiché non “per Se” aveva bisogno di gustare la passione, la sofferenza e la morte, essendo Egli senza peccato, ma per noi e per la nostra salvezza le ha gustate, così come professiamo nel Credo. Ciò significa che la morte e la resurrezione del Signore ci riguardano, riguardano ciascuno di noi, direttamente e personalmente; esse riguardano la nostra morte e resurrezione. Nello stesso modo, la sofferenza del Signore riguarda le nostre passioni e le nostre sofferenze. Poiché, il Signore per mezzo della passione e la sofferenza prende su di Se le passioni e le sofferenze nostre, trasformandole in paradiso, e nel Paradiso non c’è dolore, né tristezza, né rimpianto, ma vita senza fine. Per mezzo della morte di Cristo è annientato il peccato e la morte dell’uomo e, per mezzo della resurrezione, gli si restituisce, all’uomo corruttibile e mortale, l’incorruttibilità e la vita eterna.

 

Insieme con l’incarnazione e umanizzazione del Figlio Eterno del Padre Celeste (e nostro),  tutta la pienezza della divinità abita corporalmente[1]in uno degli uomini, Gesù Cristo, pienezza che di fatto significa, piena unione tra la Sua natura divina e il la nostra natura umana, assolutamente senza confusione, senza cambiamento, senza divisione e senza separazione[2]. E per poterci rendere tutti partecipi di questa pienezza, il Figlio Eterno del Padre Celeste ha voluto prendere tutto ciò che è dell’uomo, eccetto il peccato[3]. Ha svuotato Se stesso, assumendo la forma di servo, divenendo simile agli uomini e, apparso in forma umana, abbassò se stesso, divenendo ubbidiente fino alla morte e alla morte di croce [4],perché, a coloro che lo accolgono e credono nel Suo Nome, le dia il potere di diventare (anche essi) figli di Dio[5].

 

Cristo Crocifisso e morto per i nostri peccati risorge, ponendo così un nuovo inizio al nostro essere e gli ridona il senso che Dio aveva previsto sin dall’inizio, senso la cui pienezza è beatitudine eterna e salvezza.

 

Cristo Risorto diviene, per ogni uomo che lo accoglie e crede nel Suo Nome, il Nuovo Adamo, da cui sorgono tutti i figli di Dio, per mezzo del battesimo. Noi, dunque, tutti i battezzati, abbiamo gustato la morte, insieme con Cristo, per mezzo dell’immersione nell’acqua del Battesimo, e siamo risorti, insieme con Lui, a vita nuova. E ogni Divina Liturgia ci rende partecipi, in modo conciso e reale, di tutta l’opera redentrice compiuta da Cristo Signore per noi, di tutto ciò che per noi è stato fatto, creando un cuore puro in noi e rinnovando uno spirito saldo in noi[6].Dunque, ancor di più, la Liturgia della solennità della Resurrezione di Cristo Signore, rinnova l’intero nostro essere, estendendo questo rinnovamento, per Grazia di Dio, all’intera creazione, all’intero cosmo.

 

Allora, com’è mai possibile che tutto ciò che predomina nella nostra vita e, ancor più, nel mondo che ci circonda, è sofferenza, violenza e morte? Com’è possibile che nel mondo predomina il male, la cattiveria e l’odio? Forse Dio è incapace di fermare il male e la morte? E’ forse più potente di Dio il male e la morte, e l’hanno vinto?  Colui che vede “dall’esterno” potrebbe anche credere in questo modo…

 

Allora la Croce non potrebbe apparire, ad uno sguardo mondano, come “il fallimento del bene”?  Forse Cristo Crocifisso non ha avuto il potere di scendere dalla croce da coloro che lo insultavano?[7] Non è forse “morto” per questo mondo questo Gesù di Nazareth? E per Anna, Caifa o Pilato, Gesù condannato da loro alla crocifissione non è stato forse rubato dai Suoi discepoli[8]dalla tomba?...

Cristo Risorto dai morti non poteva forse mostrarSi anche a coloro che l’hanno condannato a morte e fare giustizia per ciò che gli hanno fatto?

 

Se il Signore non ha fatto tutto ciò, sicuramente ha un senso nascosto alla nostra comprensione umana. Si tratta del Mistero di Dio[9]il quale ha scelto ciò che nel mondo è stolto per confondere i sapienti(…), ha scelto ciò che nel mondo è debole per confondere i forti[10]; il Quale non ha vinto il mondo[11]chiedendo a Suo Padre dodici legioni di angeli[12], ma ha vinto il mondo con la Sua  mitezza e con la Sua umiltà[13].

 

Il nostro Dio ci ha mostrato, fin dalla caduta di Adamo ed Eva, che rispetta l’uomo, creato  a Sua immagine e somiglianza, non imponendosi; Egli non attacca, per esempio, Adamo, che gli rispose con altezzosità addirittura accusandolo di essere Lui ad avergli dato la donna che lo ha portato al peccato[14]. Dio, davanti ad Adamo, si abbassa. Egli non rinnegala propria immagine nell’uomo, rispettando, in ogni persona, il tratto più importante di questa: la libertà. Al contrario, Dio cerca di entrare Egli stesso nella “volontà dell’uomo” e nella sua benevolenza, per riportarlo a desiderare e cercare, a suo tempo, la volontà di Dio e ad aver fiducia in Lui.

 

L’incontro della volontà di Dio con la buona volontà dell’uomo han fatto sì che la Vergine Maria divenga la Nuova Eva, dalla quale è nato il Nuovo Adamo, il nostro Redentore; in lei, il Mistero nascosto nei secoli e sconosciuto agli angeli, si è mostrato sulla terra[15]. Così, la Madre di Dio diviene per tutti modello di profonda fiducia in Dio ed obbedienza, virtù di assoluta necessità affinché il Mistero della salvezza possa operare in noi e con noi. Queste virtù hanno reso Noè, Abramo, Isacco e Giacobbe, Mosè, Elia o Giobbe, uomini giusti davanti a Dio, uomini che sono stati destinatari e messaggeri del Mistero di Dio e della Sua volontà.[16]. Queste virtù hanno reso i santi Apostoli degni di conoscere il Mistero del regno di Dio[17] e divenire annunciatori del Mistero di Cristo[18], messaggeri del Mistero Evangelico[19]. Per questo il santo Apostolo Paolo ci dice che grande è il Mistero della retta fede[20], che comprende in essa tutta l’opera della salvezza di Dio con l’uomo, dal Suo apparire nella carne fino alla Sua ascesa nella gloria. E ancora esorta che il Mistero della fede sia custodito[21]in una coscienza pura[22].

 

E, sempre san Paolo apostolo, ci parla del mistero dell’iniquità, che già è in atto[23]. L’Iniquità opera nel mondo, già dalla caduta di Adamo ed Eva nel Paradiso, giungendo fino allo spargimento del sangue e l’assassinio di Abele da parte del fratello Caino. Questa si è amplificata, da allora, e si è diffusa nel mondo, giungendo fino alla vendita del Salvatore da parte di Giuda e alla Sua crocifissione. Il Mistero dell’iniquità continua ad operare nel mondo e negli uomini, anche al giorno d’oggi, attraverso le opere della carne, che sono, come ci dice lo stesso apostolo: fornicazione, impurità, libertinaggio, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genere.[24].

 

E’ bene osservare che tutte le iniquità su citate e altre non citate, i cui nomi non si possono neanche pronunciare, non solo non si compiono oggi di “nascosto”, ma addirittura si compiono e si promuovono apertamente, cercando di imporsi senza vergogna, anche ai bambini dell’asilo, in totale contraddizione con il principio del rispetto e della libertà della persona, che persino Dio rispetta, non imponendo a nessuno neanche il proprio amore o santità. Per questo, san Paolo apostolo ci dice in modo chiarissimo che: chi le compie (tutte le iniquità) non erediterà il regno di Dio[25].

 

E’ tempo, dunque, di aprire gli occhi e vedere chiaramente chi vuole renderci schiavi e chi vuole salvarci. Chi vuole ridurre la libertà dei nostri giovani, Dio o lo spirito di questo mondo? Chi vuole dividere tutti, Dio o l’“accusatore”? Chi spinge i bambini a non dare ascolto e non onorare i genitori, lo Spirito di Dio o lo “spirito della disobbedienza”, che governa il mondo in cui viviamo? Ma è giunto il tempo di domandare a noi stessi: i figli di quale spirito vogliamo essere? E i figli e i figliocci nostri, figli di quale spirito vogliamo che siano? Dello Spirito di Dio o dello spirito del maligno?

 

E’ tempo di porci la domanda: a chi vogliamo assomigliare noi e coloro che generiamo e battezziamo in numero così grande, al vecchio Adamo, diviso da Dio e deformato a causa della separazione dalla sorgente della vita o al Nuovo Adamo, che ha voluto, per amore degli uomini, unire la Sua perfetta divinità con la nostra natura umana sfigurata dal peccato e dalla sofferenza, trasfigurandola e rinnovandola?

 

E se abbiamo rinunciato a Satana, e a tutte sue opere, e a tutti i suoi angeli, e a tutto il suo culto, e a tutto il suo orgoglio; e se ci siamo uniti a Cristo e crediamo Lui come ad un Re e Dio, come abbiamo confessato al Battesimo, allora è giunto il tempo di vivere  non come stolti, ma come saggi, riscattando il tempo, poiché i giorni sono tempi maligni (…), capendo qual è la volontà di Dio[26]. E la volontà di Dio è questa: che tutti gli uomini si salvino e che arrivino alla conoscenza della verità[27]. E per noi, che ci siamo uniti a Cristo nel Battesimo, la verità non è più una definizione o un idea, o una teoria, ma è una persona, Cristo stesso[28],che ci rassicura con queste parole: Conoscerete la verità e la verità vi renderà liberi[29], cioè, solo conoscendo Cristo–La Verità potremo liberarci dalla schiavitù della menzogna e dell’inganno che regna su tutti i figli di questo mondo. 

 

Se il mistero dell’iniquità si pone in evidenza e si grida, senza vergogna, dai tetti, se colui che compie l’ingiustizia non teme di fare ancor più male, e se colui che si è macchiato non si vergognadi macchiarsi ancora di più[30] e di contaminare anche gli altri, allora, logicamente, è tempo che anche il giusto non si vergogni di compiere la giustizia e anche di più, e anche il santo non si vergogni (davanti a questo mondo ipocrita e frettoloso nel giudicare e condannare) di diventare ancor’ più santo[31]. Poiché, ecco, il Signore ci promette che presto tornerà, per dare a ciascuno secondo le sue opere[32].

 

E’ giunto il tempo, fratelli e sorelle nel Signore, di cercare di essere più graditi a Dio che agli uomini e al mondo e di abbracciare piuttosto la via della pietà (devozione), dell’umiltà e del timor di Dio, più che adeguarci a questo secolo [33] e ai suoi vizi e abitudini sterili e devastanti l’anima, sapendo che, nella misura in cui desideriamo le cose di la Su, Cristo risorto si forma in noi[34] e, nella misura in cui compiamo i comandamenti del Suo amore, diventiamo figli dell’Altissimo[35]. In questo modo, il volto di Cristo Risorto splenderà sui nostri volti e tutto il nostro essere e la nostra vita si riempirà della Grazia e si rinnoverà, non solo a Pasqua, ma ad ogni Divina Liturgia nella quale ci comunichiamo con il Suo santo Corpo e con il Suo prezioso Sangue, per il perdono dei nostri peccati e per la guarigione e dei nostri corpi e delle nostre anime. Così vivendo, diventeremo tutti figli della luce, figli del giorno[36], figli della resurrezione37.

 

In questo anno omaggiale dell’unità di fede e della nazione e l’anno commemorativo dei Fondatori della Grande Unione della Romania del 19818, è essenziale riconsiderare e rimettere Dio al centro della nostra vita, per ricomporre la nostra identità di popolo distrutta dalla “detronizzazione”, la “reclusione” e l’”esilio” di Dio compiuta dal materialismo dialettico, e la Sua “sostituzione” e “deformazione” e “commercializzazione” operate dal materialismo pratico degli ultimi 28 anni.

 

Ricollochiamo Dio e la fede in Lui lì dove non gli abbiamo saputo situare nel 1989, dopo la riconquista della libertà, e mettiamo la nostra speranza più in ciò che può Dio rispetto a ciò che può l’uomo, perché l’uomo ha sperimentato la sua impotenza, fin troppo, nel “potere” di fare qualcosa per il bene che porta alla felicità… E preghiamo, tutti, dai più piccoli ai più grandi, per il nostro popolo diffuso in tutto il mondo e per la nostra Patria, ringraziando Dio per tutti i benefici riversati su di noi nei cento anni trascorsi dalla Grande Unione e chiedere perdono per tutti gli errori commessi contro di Lui.

 

Preghiamo Dio che liberi la Patria e il popolo e che ci guarisca dalla discorde, dalla menzogna e dalla superbia, che ci sovrastano.

 

Preghiamo per i nostri predecessori, artigiani della Grande Unione del 1918: che il Signore Iddio, li renda partecipi alla gioia dell’unità eterna. E preghiamo per il Paese che ci ospita, per il suo popolo e per il mondo intero che cerca disperatamente la propria “stella polare” e il proprio senso, chiedendo che la pietà e la misericordia di Dio copra tutti noi, e volga i nostri cuori, con amore, verso Lui e verso gli uni per gli altri, perché tutto l’Uomo, ad una sola voce e con un solo cuore, glorifichi il gloriosissimo e onoratissimo Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

CRISTO E’ RISORTO!

 

Nell’abbraccio paterno in Cristo Risorto e l’apostolica benedizione su ciascuno di voi, vi auguro ogni bene per la salvezza

 

 

† Vescovo SILUAN

 

Della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

 

 

Data dalla Nostra residenza di Roma, nella Luminosa Solennità della Resurrezione del Signore

Anno della Redenzione 2018, mese di Aprile, giorno otto.



[1]Cf. Col 2, 9.

[2]Cf. Definizione dogmatica del IV concilio Ecumenico, di Calcedonia (451).

[3]Cf. Ebr 4, 15.

[4]Cf. Fil 2, 7-8.

[5]Cf. Gv 1, 12.

[6]Cf. Salmo  50, 11.

[7]Cf. Mt. 28, 13.

[8]Cf. Mt. 27, 40.

[9]Cf. 1 Cor. 2, 1.

[10]1 Cor. 1, 27.

[11]Cf. Gv 16, 33.

[12]Cf. Mt 26, 53.

[13]Cf. Mt 11, 29.

[14]Cf. Gen 3, 12.

[15]Come cantiamo al Tropario della Nascita del Signore, tono  4.

[16]Cf. Ef 1, 9.

[17]Cf. Mc 4, 11.

[18]Cf. Col 4, 3.

[19]Cf. Ef 6, 19.

[20]Cf. 1 Tim 3, 16.

[21]Nel testo si riferisce ai diaconi della Chiesa e per estensione a tutti i credenti.

22Cf. 1 Tim 3, 9. „Pensieri puri” corrisponderebbe letteralmente  „coscienza pura”.

23Cf. 2 Tes 2, 7.

24Gal  5, 19-21.

25Idem 5, 21.

26Cf. Ef 5, 15-17.

27Cf. 1 Tim. 2, 4.

28Cf. Gv. 14, 6.

29In. 8, 32.

30Cf. Apoc 22, 11.

31Idem.

32Cf. Apoc 22, 12.

33Cf. Rom. 12, 2.

34Cf. Gal 4, 19.

35Cf. Lc 6, 35.

36Cf. 1 Tes. 5, 5.

37Cf. Lc 20, 36.