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Lettera Pastorale nella Gloriosa e Luminosa Solennità della Resurrezione del Signore dell’anno della Redenzione 2017

La Resurrezione di Cristo – rinnovamento della natura e della nostra vita 

CRISTO E’ RISORTO!

La luce vera, quella che illumina ogni uomo che viene nel mondo (Gv 1, 9), sorge di nuovo sui cristiani e sul mondo intero. Essa sorge dal sepolcro di Cristo Signore il Risorto dai morti e illumina nel buio della confusione, della sofferenza e della disperazione di questo mondo il quale ha amato il buio più della luce (Gv 3, 19). Ma la Luce di Cristo risplende nelle tenebre e le tenebre non l’hanno accolta  (Gv 1, 5) ma non può nemmeno spegnerla, perché la luce è lo stesso Cristo, Dio nostro, compassionevole con le nostre sofferenze e i nostri dolori e con l’intera umanità, dalle Cui piaghe noi tutti siamo stati guariti (Is 53, 5; 1 Pt 2, 24); Vincitore della morte e datore di una vita nuova che riceviamo per mezzo della rinascita, dall’acqua e dallo Spirito (Gv 3, 3-5), nel Battesimo.

 

La luce che ogni cristiano cerca di ricevere in questa luminosa Solennità è la medesima con quella che abbiamo acceso subito dopo essere usciti dal battistero nel giorno del nostro battesimo e che si da al padrino o madrina, nel nome del battezzato, insieme alle parole: Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini affinché, vedendo le vostre opere buone, rendano gloria al Padre vostro Celeste  (Mt 5, 16). Essa è, però, solo una pallida lucina della Luce vera ed ha soltanto il compito di custodire o risvegliare in noi la memoria di ciò che è stato posto in noi al Battesimo, quando abbiamo ricevuto la santa illuminazione ed abbiamo ricevuto la veste luminosa da Colui che si veste della luce come di un manto (salmo 103, 2), rivestendoci di Cristo (Gal 3, 27) – Luce vera. Questa Luce benedetta accompagna ciascuno di noi, da allora fino ad oggi, orientando i nostri passi sulle cose buone e ponendo in evidenza, per contrasto, tutto ciò che pensiamo, sentiamo, diciamo o facciamo, contrariamente a ciò che ci ha comandato Cristo Signore.

 

Ma la luce di Cristo illumina tutti, così come acclamiamo durante tutto il periodo del Digiuno di Pasqua, ricordando la preparazione al battesimo dei catecumeni del passato. Allo stesso modo, anche ora, la Luce di Cristo illumina tutti: sia coloro che la vedono che coloro che non la vedono, sia coloro che Lo conoscono che quanti non Lo conoscono, sia quelli che Lo accolgono sia quelli che non Lo accolgono. Ma il Vangelo della notte di Resurrezione ci dice, a noi fedeli che, a coloro che l’hanno accolto (il Signore)e hanno creduto nel Suo Nome, (Egli)gli ha dato il potere di diventare FIGLI DI DIO, i quali (...) da Dio sono stati generati (Gv 1, 12-13).

 

Ecco, quindi, cosa celebriamo noi oggi: LA NOSTRA RINASCITA, QUELLA DA DIO! Celebriamo il rinnovamento della natura e della vita nostra, che ci sono donate da Colui che, per amore dell’Uomo (Adamo) che ha plasmato a Sua immagine, secondo la Sua icona (dalgrecoikona), vedendo la nefandezza e la deformazione dell’uomo dopo la caduta dal Paradiso, è disceso dal cielo e si è fatto uomo, per ridonare e compiere in noi (e tutto l’Uomo) la bellezza originaria.

 

Oggi celebriamo l’inizio di una nuova vita – eterna, come alternativa a questa vita, la quale è ombra e illusione. Oggi celebriamo Colui che, divenendo uomo, si è fatto partecipe, con il corpo, a tutte le conseguenze del peccato, la sofferenza e la morte, vincendole in Se, per donare speranza a tutti coloro che si trovano nella sofferenza o nell’attesa della morte e per dare coraggio per affrontarle, sapendo che, da ora, Dio-Uomo porta insieme con ciascuno di essi il peso del proprio dolore e dei personali timori della sofferenza e della morte.

 

Ma la Resurrezione di Cristo è anche una benedetta occasione per riporre il Signore e Redentore nostro Gesù Cristo al posto che gli si conviene nel nostro cuore e nella nostra vita, nel cuore della nostra famiglia, della nostra parrocchia e della nostra diocesi e, attraverso noi, ricollocarlo nel cuore della società e nel mondo in cui ci è dato di vivere. Accogliendo e ponendo Cristo Signore, il Risorto, nel posto che a Lui conviene naturalmente, ci libereremo dalla schiavitù e dalla tirannia dell’egoismo che ha cacciato via l’uomo dal paradiso e vedremo i nostri cuori aprirsi e allargarsi fino a poter abbracciare in esso, così come l’amore compassionevole del Signore, ogni Uomo.

 

Liberati dalla schiavitù dei piaceri del corpo, i piaceri degli occhi e dalla superbia della vita (1 Gv 2, 16), gli occhi dei nostri cuori si apriranno, all’improvviso, verso Dio e la Sua presenza in noi, in tutti i giorni  (Mt 28, 20), e verso colui che è accanto a noi- il nostro prossimo, il quale, a volte, arriva ad essere colui che è più „lontano” dal nostro cuore, dalle nostre cure e dalle nostre attenzioni, mentre noi ci occupiamo e ci preoccupiamo di „salvare il mondo”...

 

Ci accorgeremo di chi è accanto a noi, bambino, moglie o marito, mamma o padre o nonno, aspetta magari una buona parola o solo un sorriso da parte nostra, per essere felici e contenti. Ci accorgeremo che siamo attorniati dai nostri simili che sono senza dimora e stranieri, che sono nudi o bisognosi, che soffrono di fame e di sete, di freddo, che sono schiacciati dalla tristezza, dallo sconforto, dalla disperazione, o sono tormentati dall’incertezza o da pensieri oscuri; avremo compassione di ogni uomo che soffre, con tutti i malati, con tutti i bimbi sofferenti e con i loro genitori che gli sono accanto negli ospedali e nelle cliniche, nella speranza della guarigione o nel timore che la cura non sia efficace; con tutti colo che sono sotto intervento chirurgico e con tutti coloro che con il cuore in gola aspettano che riesca bene; ci ricorderemo di tutti coloro che sono affetti da malattie lunghe e di coloro che, con sacrificio e pazienza, li assistono e li curano, di tutti coloro che sono incidentati, sul lavoro o sulla strada; soffriremo con gli oppressi dai loro vicini e con coloro ai quali gli si nega il salario del loro lavoro, con coloro che sono schiavi delle loro passioni, infermità o debolezza, incapaci di dire „no” ad internet o al telefonino, giochi d’azzardo, alcol, sigarette o droghe; pregheremo per coloro che sono bisticciati, nelle incomprensioni, divisi, al processo o in carcere; grideremo „Signore misericordia” per coloro che sono in guerra o terrorizzati dagli attentati o per coloro che sono perseguitati o uccisi per la loro fede; porteremo nel cuore gli orfani e le vedove; ricorderemo e pregheremo per tutte le nostre sorelle che portano in grembo bimbi e per tutte coloro che soffrono le doglie del parto e presenteremo al Signore nella preghiera tutti i bambini che vengono nel mondo, tutti i fanciulli ed i giovani; pregheremo per coloro che si trovano al bivio di decisioni vitali, per tutti quelli che scelgono la vita famigliare e quelli che scelgono la vita monastica, per i genitori e fratelli nostri e per tutti i nonni; pregheremo, ugualmente, sia per coloro che ci amano sia per coloro che ci odiano; per coloro che ci fanno del bene e per coloro che ci fanno del male, chiedendo per loro, così come per noi stessi, perdono, misericordia da Dio e salvezza.

 

Il nostro cuore non si occuperà più, così, solo di noi e delle „cose nostre”, non si limiterà solo al desiderio del pane, ma avrà fame di ogni parola che esce dalla bocca di Dio (Mt 4, 4); non si sazierà mangiando e bevendo solo le prelibatezze di questo mondo, ma bramerà il vero cibo e la vera bevanda(Gn 6, 55) cioè, il Santo Corpo e Sangue di Cristo Signore. Non riporremo più la nostra speranza negli uomini e nei mezzi di questo mondo, ma accoglieremo la protezione invincibile del Signore invocando in ogni tempo il Suo Nome, su di noi e sul mondo intero. Allora non chiederemo a Dio solo “salute, come se fosse la cosa migliore”, ma chiederemo fede viva e operosa, speranza certa e, soprattutto, amore indulgente verso quelli che ci offendono e compassione verso l’oppressione e le sofferenze così grandi nelle quali si trova l’Uomo ed il mondo in questo momento. Chiederemo al Signore SALVEZZA, per noi e per ogni Uomo, che è la cosa migliore di tutte le altre!

 

Vi sprono, dunque, in questo benedetto giorno Solenne, insieme con l’apostolo:  Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, rallegratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino!  Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti;  e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù.(Fil 4, 4-7)! Poiché a Lui spetta ogni gloria, gratitudine, onore e adorazione, in unità con il Padre e il Santo Spirito, ora e sempre, e nei secoli dei secoli. Amen.

 

CRISTO E’ RISORTO!

 

 

Con paterna benedizione e pasquale abbraccio con ciascuno di voi, piccoli e grandi, il vostro pastore, bramoso della vostra salvezza,

 

† SILUAN

Vescovo della Diocesi Ortodossa Romena d’Italia

 

 

 

Data dalla Residenza nostra di Roma, nella Luminosa Solennità della Resurrezione del Signore,

nell’anno della Salvezza 2017, mese di Aprile, giorno 16.