Unità di fede ed unità del popolo nell'Anno Centenario (sintesi)

Nel discorso intitolato "Unità della fede e dell'unità della nazione, nell'Anno del Centenario", il Patriarca Daniel ha evidenziato il contributo della Chiesa Ortodossa Romena attraverso il coltivare della coscienza dell'unità della fede e della nazione, la preparazione dei grandi eventi storici volti all'unità nazionale dei romeni: Unione dei Principati della Valacchia e Moldova (1859), l'Indipendenza di Stato della Romania (1877-1878) e la Grande Unione dei Principati Romeni (1918) elemento fondamentale per la creazione dello stato romeno.
La Grande Unione del 1 ° dicembre 1918 ha avuto risultati positivi per il nuovo stato romeno ricostituito e per la Chiesa Ortodossa Romena. Il 18/31 dicembre 1919, il vescovo di Caransebes, SE Mons Miron Cristea, divenne il primo patriarca della Chiesa Ortodossa Romena nel seggio vacante del primate metropolitano della Romania, seguendo poi il processo dell'organizzazione unitaria della Chiesa in tutta la Romania.
Il 15 ottobre 1922, nell'ambito della cerimonia svoltasi nella Catedrale dell'Unità Nazionale di Alba Iulia, Sua Maesta il Re Ferdinando I e la regina Maria sono stati incoronati come sovrani della Grande Romania, atto che simboleggiava l'unità di tutti romeni "dal Nistro fino a Tisa" sotto un'unico scettro.
Inoltre, Sua Betitudine ha sottolineato la priorità pastorale della Chiesa Ortodossa Romena che riguarda il "rafforzare le comunità attorno ai confini nazionali romeni e e della diaspora romena, una nuova realtà che è senza precedenti nella storia del popolo romeno". In questo senso il Patriarcato Romeno ha coltivato l'unità e l'identità dei romeni attraverso la creazione di nuove diocesi, decanati, parrocchie ed anche programmi sociali, educazionali e culturali destinate a venire incontro concretamente alle sollecitazioni da parte dei fedeli.
"La Chiesa ortodossa romena si sforza di edificare, insieme al tempio - chiesa dell'anima anche e nuovi luoghi di culto laddove ci sono le comunità romene, consentendo ad ogni cristiano ortodosso romeno che risiede all'estero di parteciapare alle divine celebrazioni nella loro lingua materna, di confessarsi e comunicare ai santi misteri in una chiesa romena, restando in contatto con la Chiesa Madre della Romania", dice il Patriarca Daniel nel suo messaggio.
Allo stesso modo il Patriarcato Romeno aiuta economicamente secondo le possibilità, queste comunità romene, sia direttamente sia attraverso raccomandazioni necessarie presso il Segretariato di Stato per il Culto ed il Ministero dei Romeni della Diaspora. In questo contesto il 17 luglio 2018 alla Sede Patriarcale è stato formato il "Protocollo di collaborazione tra i Patriarcato Romeno ed i Ministero per i Romeni della Diaspora" che prevede una serie di progetti, programmi ed azioni che hanno come scopo di sostenere le comunità romene che si trovano fuori i confini nazionali per il mantenimento dell'identità etnica, culturale e religiosa. Gli sforzi comuni nel beneficio delle comunità romene della diaspora riguardano la costruzione, la riparazione, la conservazione e la dotazione delle chiese, dei biblioteche e musei, delle case memoriale e dei cimiteri. In parallelo si organizzano eventi tradizionali call'occasioni delle grande feste e commemorazioni, manifestazioni culturali, campi estivi per ragazzi ed i giovani della diaspora, concorsi di lingua romena svolte nell'ambito del progetto la Scuola Domenicale, ore di religione per la conoscenza della fede cristiana ortodossa, il legame tra la fede cristiana e la cultura romena ma anche il rispetto della libertà religiosa.
Un ruolo spirituale particolare è svolto giornalmente anche dalla Radio e la Televisione TRINITAS del Patriarcato Romeno per i romeni della diaspora.
L'anno 2018 è anche l'anno Centenario dedicato ai Costruttori della Grande Unione del 1918 ed è anche un 'anno di particolare del riconoscimento e della comunione romena e nello stesso momento un'occasione benedetta di operare ancora più intensamente per coltivare l'unità della fede apostolica, ricevuta da Sant'Andrea l'Apostolo, secondo la tradizione locale, il primo chiamato, ed il Santo patrono della Romania e della nuova Cattedrale Nazionale.
Con l'aiuto di Dio, per l'intercessione della Madre di Dio e sempre Vergine Mari, di Sant'Andrea l'Apostolo, protettore della Romania e di tutti i santi, attraverso l'aiuto dei chierici e dei fedeli della Patriarcato Romeno in territorio nazionale e della diaspora, del Governo della Romania, del Comune di Bucarest e di altri Comuni e consigli provinciali della Romania, nel giorno di 25 novembre 2018 sarà celebrata la consacrazione della Cattedrale Nazionale necessaria per l'attività pratico liturgica ma anche simbolo di unità nazionale, la Cattedrale della Redenzione della Nazione avrà come festa patronale principale L'Ascensione del Signore e la Gionata della Commemorazione degli Eroi, essa unisce simbolicamente l'amore nei confronti di Dio di un popolo cristiano con spirito di sacrificio e generoso con la gratitudine che dobbiamo permanentemente agli Eroi della Nazione.
Preghiamo il Dio misericordioso di elargire i Suoi beni su tutti i romeni che si trovano in terra straniera salute e salvezza, pace e felicità, con l'augurio di mantenere insieme la fede ortodossa, unità della nazione d spiritualità romena.
Con stima e benedizione,
+ Daniel
Patriarca della Chiesa Ortodossa Romena







