Concerto
Le tradizioni Romene attraverso gli occhi dei bambini
“Tradiții prin ochi de copii”
Ieri pomeriggio, presso un gremitissimo Auditorium del Seraficum, in Roma, si è tenuto il concerto di Natale, animato da undici gruppi corali, organizzato dall’Accademia di Romania, l’Associazione “Insieme per l’Athos” e la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia e patrocinato dalle Ambasciate di Romania in Italia e presso la Santa Sede.
Il concerto si è aperto con la straordinaria performance di quattro piccoli ma straordinari presentatori e conduttori: Giulia Pușchiu, Teresa Zucchegna, Alexandru Făgărășan e Robert Alexandru Angeluș. Essi hanno animato l’intera serata non solo introducendo i diversi gruppi corali ma intervistando, alla fine dell’esibizione dei diversi gruppi canori, le personalità presenti al concerto.
L’Eccellentissimo Vescovo Siluan, per la Diocesi Ortodossa Romena d’Italia, interrogato, dai suddetti “ragazzi” ha condiviso pensieri di incoraggiamento nel perseverare nella fede e nella tradizione. Mantenere le tradizioni perché esse fanno parte e custodiscono la nostra identità: quando lo facciamo ci uniamo ai nostri avi che hanno trasmesso le loro tradizione di generazione in generazione, fino a noi; così hanno fatto altri popoli sparsi nelle diverse parti del mondo. Gli italiani nel mondo custodiscono le loro tradizioni, dalla lingua al canto: così dobbiamo fare noi. La Chiesa, con il suo ministero, non solo ci dona la grazia della rinascita e con essa anche la capacità di vedere la realtà con gli occhi di Dio. Al Battesimo, infatti, quando siamo unti con il Crisma su tutti i sensi (fronte, occhi, orecchie, naso, bocca, petto, spalla, mani e piedi)non facciamo altro che rispondere al dono di Dio che si è fatto come noi per farci come Lui, di vedere e vivere come Dio.
L’Ambasciatore della Romania per l’Italia, il sig. George Gabriel Bologan, anch’egli interrogato, ha lanciato una sfida. Promuovere l’unità attraverso l’accoglienza e la condivisione dei valori. La Tradizione rappresenta una ricchezza per un popolo, per i romeni questa identità è apertura verso l’altro, come capacità di accogliere e condividere. La presenza di un considerevole numero di spettatori italiani è il segno di questa reciproca accoglienza che è il senso stesso di natale: l’annuncio della nascita del Messia ci ricorda che Lui ha dato senso alla nostra umanità e che essere “cu omanie” significa proprio questo: avere la capacità di essere uomo accanto ad ogni uomo, chiunque egli sia.
Anche l’Ambasciatore presso la santa Sede, il sig.LiviuPetru Zăpîrțan, ha apprezzato la tenacia, l’impegno e l’amore con cui si custodiscono in Italia le tradizioni romene e, partendo da una simpatica intervista data in televisione in Romania, a cui aveva assistito anzi tempo, in cui, alla domanda fatta all’interlocutore: qual è la differenza tra il Natale e la Pasqua? È stata dato una risposta di solo carattere gastronomico, egli ha affermato: “qui in Italia attraverso la custodia dei canti e delle tradizioni si sa bene cos’è il natale e cos’è la pasqua. Noi scopriamo il valore delle cose quando le perdiamo”.
Il Presidente dell’associazione insieme per l’Athos, sig. Giuseppe Sergio Balsamà, alle domande ha risposto: Abbiamo voluto e sostenuto fortemente questa manifestazione per scoprire ed apprezzare non solo le vostre tradizioni me soprattutto l’attaccamento ad esse che suscitano sempre emozioni. Attraverso le colinde il pensiero ti porta ai colori di casa, ai suoi profumi. Ma esse sono anche portatori di una teologia semplice, ma efficace, legata al mistero dell’amore di Dio incarnato che salva.
In fine il Rettore dell’Accademia Romena d’Italia, sig. Rudolf Dinu, ha rassicurato tutti sull’impegno delle istituzioni Romene nel promuovere in ogni modo, oltre i confini nazionali, i valori culturali e tradizionali del popolo romeno.
Alla fine del concerto, Sua Eccellenza Siluan, dopo aver ringraziato tutti i cori parrocchiali della diocesi Ortodossa Romena, le due corali, anch’esse espressione della diocesi Ortodossa Romena, i due cori cattolico-romano e greco cattolico, che hanno rallegrato la manifestazione, ha, con tutti i convenuti, intonato un canto tradizionale Romeno, “Tre pastorelli” (Trei păstori), e dato l’input all’imminente solennità del Natale. A Tutti Buon Natale e felice Anno Nuovo.







